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Indice
ISTAT Febbraio 2010 aggiornamento degli affitti
Di Rossella Quintavalle
Consulente del lavoro
inRoma
L'indice
ISTAT da applicare per la variazione annuale Febbraio 2009 -
Febbraio 2010 e' pari a 0,975 %
già ridotto al 75%.
L'Indice ISTAT da applicare per la variazione biennale Febbraio 2008 - Febbraio 2010 è pari a 2,100% già ridotto al 75%.
Per calcolare l'indice di
rivalutazione da applicare per l'adeguamento annuale degli affitti bisogna fare
riferimento alla variazione verificatasi nell'anno precedente al mese di
decorrenza del contratto, data dall'indice del costo della vita per le famiglie
di impiegati ed operai .
Vediamo come si calcola l'aggiornamento ISTAT in alcuni contratti:
- patti in deroga: si applica il 75 % della variazione annuale;
- affitti a canone convenzionato (legge 431/98): si applica limitatamente al
75% solo se previsto sul contratto dove potrebbe essere previsto anche
l'adeguamento del 100% (vedi meglio in seguito).
- Affitti ad equo canone: si aggiornano a cadenze fisse in gennaio o secondo il 75% di appositi indici.
- Affitti ad equo canone: ( legge 392/1978) si aggiornano a cadenze fisse in
gennaio o secondo il 75% di appositi
indici.
- Usi diversi: il dato della variazione biennale, serve per l'aggiornamento di
alcuni "usi diversi" che non hanno però riferimento all'ISTAT annuale.
I contratti ad uso
abitativo stipulati dopo il 30 dicembre 1998 (entrata in vigore della legge
431/98), possono essere rivalutati ogni anno anche del 100% dell'indice ISTAT
(indice FOI- Famiglie operai-impiegati) se previsto contrattualmente.
Per i contratti ad uso
diverso dall'abitativo, indipendentemente dalla data di stipula, e per quelli
ad uso abitativo stipulati prima del 30/12/1998, non si potrà richiedere più
del 75% dell'indice di rivalutazione.
Riteniamo utile ricordare
che le normative relative ai contratti di affitto a equo canone o con i patti
in deroga prevedono l'obbligatorietà dell'adeguamento ISTAT dal momento della
richiesta del proprietario. Non sarà possibile, quindi, richiedere gli
arretrati se la richiesta non sia stata avanzata per anno. L'aggiornamento del
canone è dovuto solo se pattuito e dal mese successivo alla richiesta. In
compenso però, il proprietario che si è dimenticato di chiedere l'
aggiornamento, potrà ottenerlo dal momento della sua richiesta adeguando il calcolo in questo modo: l'aggiornamento
del canone deve essere calcolato con il criterio della rivalutazione -
dimenticata negli anni precedenti- del
canone iniziale dall'inizio del contratto fino alla data della richiesta" (Sentenza Cass. n.15034 del 2004), ma senza
richiedere gli arretrati e tanto meno gli interessi.
Per l'aggiornamento dell'indice ISTAT occorre fare riferimento alla variazione
relativa al mese corrispondente a quello della stipulazione del contratto. Così
se il contratto e' stato stipulato a Febbraio 2009, si farà riferimento alla percentuale ISTAT del mese di Febbraio
2010.
Si sa però che gli indici vengono pubblicati in genere due mesi dopo e
quindi e' opportuno applicare al canone l'ultima variazione nota, con riserva
magari, di adeguamento successivo.
l'aggiornamento si applica sul canone di locazione aumentato
degli aggiornamenti ISTAT relativi alle annualità precedenti. Di conseguenza
l'imposta di Registro di cui all'articolo 17, Decreto del Presidente della
Repubblica, 131/86, deve essere calcolata sul canone di locazione aggiornato in
base all'ultima variazione ISTAT effettuata.
Le norme che regolano
invece il contratto stipulato ai sensi della legge 09/12/1998 n. 431 abrogano
l'articolo 24 della legge sull'equo canone prevedendo che se la clausola
di adeguamento ISTAT non e' specificatamente prevista sul contratto, nulla e'
dovuto in merito. Ma potrebbe anche accadere che in contratto venga aggiunta la
clausola dell'aggiornamento automatico dell'ISTAT addirittura in misura
maggiore rispetto al 75% e fino al 100%.
Se inserita in contratto la clausola dell'obbligo automatico che obbliga il
conduttore a versare anche l'adeguamento ISTAT, questo diventa parte integrante
del contratto stesso e soggetto all'applicazione della norma dell'articolo 2948
del codice civile che prevede la prescrizione del diritto quando siano
trascorsi cinque anni.
Si ricorda che in caso di risoluzione del contratto di affitto, bisognerà
effettuare un versamento di 67 Euro con modello F23 indicando il codice tributo
113T.
Per conoscere dati ISTAT di vecchia data, potrete consultare il sito internet www.sicet.it
Contratto ad uso turistico
Il contratto di locazione ad uso turistico non rientra nell'ambito della
normativa prevista dalla legge 431/98 ma viene regolato dall'articolo 1571 e
seguenti del c.c. . Il contratto è soggetto all'obbligo di registrazione solo
se superiore ai 30 giorni.
Curiosità:
gli indici dei prezzi al consumo esprimono le variazioni dei prezzi nel
tempo di un paniere che rappresenta tutti i servizi e i beni destinati al
consumo da parte delle famiglie.
L'ISTAT produce tre diversi indici di prezzi al consumo:
1. il NIC: ( indice nazionale
dei prezzi al consumo per l'intera collettività) ossia misura dell'inflazione a
livello del sistema economico interno.
2. il FOI: ( indice nazionale
dei prezzi al consumo per famiglie e operai e impiegati) ossia consumi
dell'insieme delle famiglie che fanno capo a un operaio o un impiegato; (indice
usato per adeguare gli affitti, gli assegni periodici ai coniugi separati, le
rivalutazioni su debiti/crediti pregressi);
3. l'IPCA: ( indice dei prezzi
al consumo armonizzato per i paesi della Ue) ossia misura dell'inflazione
comparabile a livello europeo.
La rilevazione dei prezzi
Il sistema di rilevazione prevede due diverse modalità di raccolta: quella
territoriale condotta dagli uffici comunali di statistica (UCS) e che comprende
la maggior parte dei prodotti compresi nel paniere, e quella centralizzata
eseguita direttamente dall'ISTAT e che si riferisce ai prodotti che hanno
prezzi uguali in tutto il territorio nazionale.
Allegata alla presente news tabella riepilogo anno 2006 , 2007, 2008 e 2009
Rossella Quintavalle
C.d.L. in Roma
www.rossellaquintavalle.it
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